Dies Irae – Attimi di…storie – Insorti e risorti – Soldati modenesi – Il pane quotidiano – Vite parallele – Passione Italia
Dies Irae
Fotografie di Paolo Pellegrin
Dies irae è la prima grande retrospettiva dedicata al lavoro del fotogiornalista Paolo Pellegrin. Oltre 200 immagini che presentano storie e reportage realizzati seguendo la strada del fotogiornalismo puro, che non ha paura di guardare negli occhi il mondo e, soprattutto, di raccontarlo.
La carriera di Paolo Pellegrin è costellata da innumerevoli premi e riconoscimenti internazionali, segno di quanto la forza e l’intelligenza dei suoi lavori si impongano, nel corso del tempo, come parti di un’opera universale e coerente. Pellegrin incarna una nuova generazione di fotogiornalisti: cosciente dei nuovi mezzi di produzione e di diffusione delle immagini di attualità, impegnato a rinnovare la visione degli avvenimenti che documenta, attento sempre a mantenere un atteggiamento etico, nella forma e nei modi del proprio lavoro.
Paolo Pellegrin usa spesso una metafora: la fotografia per lui è come una lingua da imparare. Una lingua lontana, magari di un ceppo sconosciuto, a cui ci si avvicina, affascinati dal suo mistero. Poco a poco, il mistero svela i contorni e si lascia cogliere e permette a chi l’adopera, al fotografo, di usarla per raccontare storie.
E di storie Paolo Pellegrin ne ha narrate parecchie. Di quelle a volte dure, tragiche perfino, come la guerra, la prigionia, il dolore, i disastri ambientali. Ogni volta, per ogni storia, Pellegrin ha cercato di comprendere, di non giudicare ma di seguire con lo sguardo quel che accadeva e di interpretarlo con tutta la sua esperienza di giornalista e la sua sensibilità di essere umano.
“Il mio ruolo – la mia responsabilità – è di creare un archivio della nostra memoria collettiva”, dichiara Pellegrin. Nessuno come lui ha saputo rinnovare gli insegnamenti e i principi della tradizione del fotogiornalismo in una nuova chiave, con un linguaggio nuovo: quello del ventunesimo secolo.
Attimi di… storie
Fotografie di Luciano Bovina
Una fotografia ci emoziona di più quando riesce a raccontarci una storia. È un po’ come entrare nella vita delle persone ritratte.
Ci sembra d’averle conosciute, anche solo per l’attimo del “clic” che impressiona la foto, che è lo stesso che rimane per sempre impresso nella nostra memoria visiva. Quello sarà il ricordo che ci porteremo dentro per sempre.
Le fotografie di Luciano hanno una dote: restano nella memoria.
Sia che lui ritragga gli esseri umani con le loro mille sfaccettature, culture, provenienze e valori sociali, mai togliendone la loro dignità, o che ritragga i paesaggi talmente d’ampio respiro, immensi, quasi illimitati, tanto da intimorire. Dove si può arrivare, quando lo spazio non pone confini alla possibilità di immaginare?
Ovunque si trovi, Luciano, ci regala fotografie che potrebbero non avere né tempo né spazio, ma solo i chiaroscuri dell’immortalità.
Cogliendo questi attimi offre una sorta d’eternità ai suoi personaggi e ai paesaggi ritratti, oltre a renderci partecipi delle sue emozioni e sentimenti. Luciano è sedotto da ciò che fotografa, e con le sue foto seduce anche noi. Nella moviola del tempo i suoi fotogrammi scorrono, al suono di una musica. È la musica del silenzio degli attimi passati, una musica che lascia esplodere il rumore delle storie.
Guardare dentro alle sue foto è come affacciarsi ad una finestra sul mondo.
Sarebbe bello riuscire a portarne a casa un po’, insieme agli attimi di un orologio di cui è bello fermare il tempo, grazie alle fotografie, lì dentro, in quegli Attimi di… storie.
Cinzia Bomoll, regista.
Insorti e risorti
Fotografie di Alessandro Bosoni e Gianni Rossi
Quello dell’Unità d’Italia è un anniversario delle origini e, i racconti delle origini, per quanto recenti, finiscono sempre per trasformarsi in epopea.
Le fotografie di Alessandro Bosoni mettono in scena i miti del Risorgimento italiano attraverso immagini vivide e dense di valenze simboliche.
Gianni Rossi allarga volutamente lo sguardo e si accorge che i simboli e le vestigia del Risorgimento, calati nel mondo attuale, interagiscono in modi bizzarri e stranianti con le icone della contemporaneità.
Oggetti e immagini dal Museo del Combattente
In collaborazione con Istituto Storico di Modena
Il racconto delle guerre vissute dai soldati modenesi dal 1915 al 1945 non dal punto di vista della Storia, bensì delle storie individuali attraverso fotografie e oggetti personali donati dai soldati modenesi al Museo del Combattente.
Un piccolo spazio per assaporare l’atmosfera di un Museo cittadino poco conosciuto, fondato nel 1995 dalla sezione modenese dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci con l’obiettivo di educare alla pace.
Il pane quotidiano
Fotografie di Luigi Ottani
Vite che si affollano intorno a un muro alto nove metri che taglia per ottocento chilometri un lembo di terra. “Il pane quotidiano” è una delle storie raccolte da Valentina Lanzilli e Luigi Ottani nel libro “Nato a Betlemme”.
Racconta l’esperienza degli operai palestinesi muniti di permesso i quali, dalle quattro di mattina, attendono il loro turno per varcare il check-point alla volta di Gerusalemme.
Oltre quattro ore per percorrere una decina di chilometri e raggiungere la città Santa dove, finalmente, avrà inizio la giornata di lavoro.
Vite parallele
Fotografie di Roberto Brancolini
Migliaia di persone arrivano in Palestina con la loro macchina fotografica, portandosi a casa migliaia di foto dei “luoghi santi” senza però “incontrare” nessun cristiano (e tanto meno musulmano) né fissare nella memory-card del cuore le violazioni dei diritti umani che si consumano quotidianamente in ogni angolo di questa terra.
È facile criticare un’immagine troppo cruda o uno scatto troppo ardito: ma non si tiene conto della realtà dei fatti, di quella che è una terra occupata, colonizzata, ridotta in pezzi.
Passione Italia
Mostra fotografica per il 150° anniversario dell’Unità
Fotografie degli Amici di Diari di Viaggi
Diari di Viaggio è uno spazio della Festa in cui da 25 anni il racconto per immagini si fonde con la curiosità, il confronto e il dibattito, con l’obiettivo di promuovere la pace e la convivenza dei popoli attraverso la conoscenza e la tolleranza.
Per gli Amici di Diari di Viaggio la fotografia è una passione oltre che un’avventura.
Per questo in occasione dell’anniversario dell’Unità del nostro Paese, abbiamo voluto coinvolgerli in una mostra collettiva che li rendesse protagonisti di un sentimento che ci accomuna tutti: Passione Italia.

